La struttura del testo narrativo

Raccontare è una delle più antiche pratiche umane. I primi racconti, tramandati oralmente, sotto forma di miti, fiabe e canti epici, servirono a trasmettere alle generazioni successive il ricordo delle origini: le prime scoperte, i primi viaggi, i terrori e le gioie primordiali, le prime guerre e le prime paci.

Ogni letteratura trae, dunque, le sue origini da racconti tramandati oralmente per secoli, a volte millenni. La loro trascrizione è avvenuta in tempi relativamente recenti.

Nel caso delle fiabe, lo studioso russo Vladimir Jakovlevic Propp (1895-1970), prendendo in esame un campione di cento fiabe russe, si rese conto che esse presentavano una stessa struttura, che si ripeteva di fiaba in fiaba.

Lo schema narrativo semplificato può essere così rappresentato:

  • situazione iniziale (di tranquillità);
  • rottura dell’equilibrio iniziale per qualche fattore (movente o complicazione);
  • azione narrativa (esordio): partenza;
  • peripezie;
  • ristabilimento dell’equilibrio (conclusione).

Queste azioni principali consentono di individuare anche i ruoli principali dei personaggi: l’eroe, l’antagonista, l’aiutante, il donatore. La situazione iniziale può essere turbata dall’intervento dell’antagonista che attua un rapimento; l’eroe può essere indotto alle peripezie da una promessa o da una prova che deve superare; la conclusione può avvenire con le nozze tra l’eroe/ina e l’amata/o, ma in sostanza lo schema dello svolgimento (la fabula) non cambia. Quello che può cambiare è la disposizione delle azioni (l’intreccio).

L’indagine di Propp ha aperto la strada alla narratologia, cioè allo studio teorico delle strutture narrative dei testi, fornendo un metodo per l’analisi strutturale di ogni genere di racconto.Tale metodo, tuttavia, come notò lo stesso Propp, è adatto allo studio di forme di narrazione dotate di straordinaria ripetitività, come la fiaba, ma non si presta a dar conto dell’opera letteraria unica, scritta da un singolo autore, capace di modificare, alterare e rimodulare gli schemi, inventandone di nuovi.

Nei testi narrativi di impianto tradizionale, tuttavia, in cui la fabula si struttura secondo fasi ricorrenti, è possibile individuare i seguenti passaggi da una situazione all’altra:

  • l’antefatto: ciò che precede la fabula vera e propria;
  • la situazione iniziale: presentazione delle circostanze (tempo e luogo di svolgimento della storia) e dei personaggi;
  • l’esordio: azione complicante, che rompe l’equilibrio iniziale (scontro tra personaggi o ricerca dell’oggetto del desiderio);
  • le peripezie;
  • la spannung: momento di massima tensione, in cui vi è un completo ribaltamento della situazione iniziale (in un racconto lungo o in un romanzo vi possono essere più spannung);
  • la soluzione o scioglimento: superamento di prove da parte del protagonista o raggiungimento dell’oggetto del desiderio o riconoscimento finale di qualcuno (agnizione).

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