Il Latino è Matrix!

Il Latino è Matrix. Perché è la matrice della lingua italiana? Anche ma soprattutto perché per molta gioventù studentesca è un antagonista come le sentinelle del film Matrix. Guardate la scena che ho linkato, poi, se vi prende la curiosità, continuate a leggere.

Tradurre è illuminarsi. Una guida in 10 punti per chi si è perso nella selva oscura del Latino

1) Non fate caso all’americanata del protagonista maschio violento che lotta contro gli antagonisti maschi violenti, ma soffermatevi sull’inquadratura in cui Neo scopre che i suoi nemici, nel mondo finto in cui vive, in realtà sono numeri. Riguardatela: vi è racchiuso il segreto per tradurre bene.

2) Quindi, coraggio: fate come Neo, fissate bene quello che avete davanti, scrutate il nemico nella sua figura intera, cogliete in un solo colpo d’occhio tutto il brano che vi hanno chiesto di affrontare. Che sia Cesare (facile) o Sallustio (difficile) o Virgilio (mostro), osservatelo non riga per riga, ma in blocco e andate alla ricerca della sua vera natura.

3) Puntate le vostre luci, gli occhi, sulle desinenze, le terminazioni delle singole parole e scoprite tutti verbi: di solito terminano in -t o -nt ma se siete al livello avanzato potrebbero terminare in -re, desinenza sia dell’infinito che del perfetto arcaico alla terza persona. Livello medio-avanzato: anche i participi, i gerundi e i rari supini sono verbi.

4) Analisi. Individuato il verbo, chiedetevi se, in base alla sua desinenza, è alla prima, seconda o terza persona, singolare o plurale, attivo o passivo, transitivo o intransitivo. Quindi, andate a caccia del soggetto, che di norma ha la desinenza del nominativo (livello base: -a, -us; intermedio-avanzato: desinenze della terza o della quinta: frequenti -r, -s; la quarta è facile). Livello medio-avanzato: nelle proposizioni subordinate infinitive il soggetto di norma è all’accusativo. Attenzione: il processo traduttivo è scientifico, quindi si basa su ipotesi, che potrebbero essere smentite, quindi siate Neo meno truzze/i e più avvedute/i. Indossate gli occhiali, aguzzate l’ingegno.

5) Trovati verbi e possibili soggetti. dovete individuare le desinenze dei complementi: di norma genitivo per il complemento di specificazione, dativo per il complemento di termine. Se vi siete allenati o desiderate farlo in futuro, dopo che avrete scritto tutte le declinazioni nel vostro raccoglitore ad anelli (anche quello funziona con i buchi, ma altro che mitragliatore!), le avrete imparate o dovrete imparare a memoria.

6) Dove e come esercitare la memoria? Mentre correte in palestra o fate qualsiasi piccolo viaggio (da casa a scuola, da casa in palestra, da scuola a casa.

7) Se e solo se avrete fatto questo fondamentale esercizio, sarete un bel pezzo avanti: il nemico sta infatti per essere battuto, ma serve un ultimo slancio, un salto, perché dovete penetrare nel codice, ricordando a cosa corrispondono le desinenze dei vari casi (come scrivevamo, il genitivo di norma esprime il compl. di spec., il dativo il compl.di termine, ecc.).

8) Avevate già la matita in mano per sottolineare i verbi, cerchiare le desinenze, scrivere sopra alla parola che funge da soggetto “sogg.”? Se non l’avevate, procuratevela, perché dovrete appuntarvi a matita, oltre al soggetto, a quale possibile complemento corrisponde ogni singola parola, comprese le congiunzioni e gli avverbi.

9) Costruzione. A questo punto potete iniziare la metamorfosi. Quando Neo inizia a trasformarsi nel nemico, siete voi che guardate nel vocabolario cosa significa ogni singola parola. A quel punto inizia la fase finale della trasformazione, la costruzione: il latino è un nemico infido, perché ha il cuore nei piedi (il verbo alla fine), la testa (il soggetto) può essere in cima, come in italiano, ma anche in mezzo al periodo, come una bocca infernale in un Satana medioevale, le braccia sono al posto delle gambe (i complementi sono sparsi), perciò dovete appuntare con la matita, sopra ogni parola, un numero, corrispondente alla posizione che la parola avrebbe nella frase in italiano (di solito il soggetto è 1, il suo compl.di spec., se lo ha, è 2, il verbo 3 e così via, ma a volte è più complicato: non vi spaventate, perché la matita si cancella con la gomma e potete cambiare i numeri finché non avrete trovato la combinazione giusta).

10) Traduzione. Ormai è fatta: siete pronti per cambiare i connotati al nemico e trasformarlo da latino in italiano. Traducendo parola per parola il periodo che avrete analizzato nel modo che vi ho suggerito, nell’ordine che avrete stabilito, verificate che la traduzione abbia un senso. Se non c’è l’ha, guardate meglio le desinenze (forse avete scambiato una desinenza per un’altra, quindi un caso per un altro, per esempio un genitivo per un dativo, se fosse una parola della prima declinazione), pensate ad altre possibili funzioni di quel caso (un dativo, se c’è il verbo essere, potrebbe essere un dativo di possesso piuttosto che un dativo di termine, ecc.). Riprovate la trasformazione: se fila, avete vinto e potete passare ai nemici successivi, senza problemi. Spero di essere stato chiaro e lucido. Buon divertimento!

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