Matrix latina. Valutare per uscire dal labirinto

Valutare una verifica di latino è difficile: sia per chi insegna, sia per chi impara. Per correggere e valutare bisogna, infatti, padroneggiare le tecniche di valutazione, ma non basta, perché occorre rendere consapevole, chi si trova a essere corretto e valutato, dei criteri utilizzati per farlo. Nella scuola contemporanea, perciò, è invalso l’uso di condividere, fra corpo insegnante e studentesco, le griglie di valutazione. Tuttavia, non basta neanche questo, perché per motivarlo a migliorarsi davvero bisogna rendere consapevole chi è sottoposta/o a valutazione, non solo dei criteri di valutazione, ma anche del funzionamento della griglia di valutazione, invitandola/o infine all’autovalutazione. È per questo motivo che condivido qui una griglia di valutazione elettronica, elaborata a partire dalla griglia standard, fornitami dal Liceo Classico “Rinaldini” di Ancona. La griglia da me elaborata, intitolata Matrix latina, è disponibile cliccando qui, è distribuita con licenza Creative Commons ed è adattabile a piacimento.


ISTRUZIONI PER USARE LA MATRICE

Il database in questione è una comune tabella tassonomica, in cui sono riportati gli indicatori standard con cui si valutano abitualmente le verifiche scritte di Latino: a ogni indicatore è abbinato un peso generale, a cui corrisponde, per ogni diverso tipo di errore, un peso specifico. Nella colonna A si trovano i singoli indicatori, nella B i loro pesi, nella C la tipologia di errore, nella D il peso dell’errore. Nella colonna E occorre inserire il numero di errori compiuti per ciascuna tipologia, secondo i criteri dei programmi Excell: si digiterà quindi la formula «=[Dn: D STA PER LA COLONNA CORRISPONDENTE AL PESO DELL’ERRORE, n ALLA RIGA DI CIASCUNA TIPOLOGIA DI ERRORE]*[n ERRORI]». In parole povere, se si è compiuto n. 1 errore di morfosintassi, scambiando un femminile per un maschile, come nell’esempio riportato nella nostra tabella, si digiterà il formula «=D2*1», e così via. Il voto sarà calcolato automaticamente dal database. NOTA BENE Stabilire le tipologie di indicatori e di errori specifici con relativi pesi è compito delle/i singole/i insegnanti, per cui innanzitutto occorre decidere che cosa si intende valutare, quindi quali pesi assegnare ai singoli indicatori. Il vantaggio consiste nel fatto che, una volta scelti i criteri di valutazione (indicatori e pesi), sarà sufficiente inserire il numero di errori per ciascuna tipologia per ottenere una valutazione matematica, che dovrebbe essere tanto soggettiva quanto oggettiva. La griglia, infine, consente di valutare un parametro che, anche a detta delle/i colleghe/i più esperte/i, è spesso di difficile misurazione: la completezza.

ATTENZIONE

La matrice è sperimentale e forse ho commesso qualche imprecisione, senza accorgermene. Qualora ne individuaste, vi sarei grato se me le segnalaste fra i commenti a questo post oppure per e-mail all’indirizzo indicato in fondo alla pagina. Grazie dell’attenzione, della collaborazione e della diffusione!

A presto,

Valerio Cuccaroni

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Licenza Creative Commons

Matrix latina di Valerio Cuccaroni è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso valerio.cuccaroni@istruzione.it.

POSTILLE

POSTILLA ANALOGICA

Valutare una verifica di latino è all’apparenza tanto facile quanto valutarne una di matematica. Non è forse la lingua latina, per le culture generatesi dalla sua lenta e secolare decomposizione, una sorta di mategrammatica? Latino e matematica sono entrambi codici alfanumerici, talmente formalizzati da presentare una struttura assai difficile da analizzare, smontare e sciogliere nel linguaggio contemporaneo: per sciogliere, risolvere o, più comunemente, tradurre una versione serve altrettanta concentrazione di quanta ne richiede la risoluzione un’espressione algebrica. Chi va male in latino, non a caso, spesso va male anche in matematica. Per molte persone, impegnate nel mondo della formazione, la matematica o, a seconda dei casi, il latino è un labirinto, in cui ci si sente in trappola, prigionieri come Teseo a Cnosso o Lucifero nel cunicolo infernale. Allora, per recuperare il libero arbitrio occorre tracciare i confini della trappola-labirinto, trovare l’uscita e, possibilmente, costruirne uno aperto, in ossequio alla libertà di apprendimento. Per trovare la libertà, insomma, occorre innanzitutto conoscere i confini della gabbia infernale in cui si è finiti, quindi conoscerne la struttura, infine trovare la chiave che consenta di uscirne.

POSTILLA PSICOLOGICA

Valutare ed essere valutati riempie di angoscia, ma se entriamo in un labirinto d’angoscia, finiamo per girare in tondo, dentro lo spazio chiuso, asfittico e terrificante della nostra mente, che sa di dover morire (l’angoscia deriva dalla paura della morte), ma non lo accetta e per reazione andiamo in paranoia, cioè iniziamo a proiettare sulla realtà i nostri fantasmi, in preda a manie di persecuzione e di grandezza. Le persone sagge sanno che è solo affrontando i propri errori, quindi riconoscendoli, infine scegliendo di correggerli che possiamo uscire dal labirinto. Nella vita ci serviamo, perciò, di opere creative, poesie, disegni, pagine di diario, o colloqui con persone in grado di capire, ma difficilmente, se non abbiamo una lunga consuetudine con l’autoanalisi, l’amore e una ferrea disciplina, riusciamo a liberarci. A scuola è tutto più semplice, all’apparenza, perché è un ambiente altrettanto chiuso della mente, ma, almeno in teoria, protetto, in cui si hanno delle guide, possiamo sbagliare senza rischiare di morire davvero, ma anche a scuola, sbaglio dopo sbaglio, si può finire in una prigione di brutti voti, note, richiami.

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