Scrivere un articolo di giornale, anche quando è impossibile. Laboratorio di Giornalismo (2^ puntata)

miroiterie

Eccoci alla seconda puntata del nostro Laboratorio di Giornalismo. Oggi entreremo nel vivo dell’avventura e scopriremo come

Scrivere un articolo di giornale, anche quando è impossibile

Gli articoli di giornale sono cronache del presente, del tempo che fugge, della realtà quotidiana, quindi racconti realistici di eventi attuali o, come si dice in gergo, dei fatti del giorno. Non si tratta di fatti qualunque, però, ma di fatti nuovi, tanto nuovi da attirare la curiosità del pubblico, dimostrandosi degni di essere resi noti, quindi pubblici, per cui saranno pubblicati e diventeranno notizie.  Le notizie, in effetti, sono fatti nuovi (news), notificati al pubblico ovvero pubblicati. Non a caso, con la loro proverbiale semplicità (chiarezza, correttezza, sintesi), gli Inglesi, che hanno creato il primo quotidiano moderno («Daily Courant», 1702-1734), per definire i giornali usano il termine newspaper, che letteralmente significa “carta di novità”. Mentre noi Italiani, per i media cartacei, usiamo la parola generica giornali, riservando il più preciso notiziario alle rassegne di notizie trasmesse via etere (tramite ripetitori, cavi o satelliti).

Cos’è un fatto?

Secondo la filosofia contemporanea, i fatti non esistono, esistono solo interpretazioni, perché la realtà è caos, disordine, insensato affastellarsi di cose e quindi ritagliarne una porzione (un istante, un fenomeno, un fatto appunto) equivale a darne un’interpretazione arbitraria, quindi a interpretarla, trasformandola da cosa come le altre in fatto. Pensiamo a quante cose accadono continuamente sotto i nostri occhi: sono tutte miriadi di potenziali fatti, ma non consideriamo fatti né lo sbocciare di un fiore, né il morso di un cane a un uomo, semmai il contrario, per cui, solo se un bel giorno non sbocciassero più fiori o un uomo mordesse un cane, sarebbe un fatto.

Ciò che è un fatto per me, non lo è per un altro…

Quindi, possiamo affermare che un fatto non esiste a priori, ma è un fatto solo ciò che è reputato tale da una determinata comunità, in un determinato periodo storico, in un determinato luogo, perché si considera quella cosa una novità, una novità da conoscere, una novità importante per la vita della comunità. Ogni comunità, del resto, è diversa, per cui vi sono giornali interamente dedicati allo sport, altri ai videogame, altri ancora ai fatti di cronaca rosa.

… per la massa ci vuole una massa di fatti

Se si rivolgono alla massa, che è composta da molte comunità diverse, i giornali devono essere generalisti, cioè devono prendere in considerazione quasi tutta la realtà, per quanto variopinta sia (la cronaca, in effetti, può essere bianca, nera, rosa, ecc.). La maggior parte dei quotidiani è composta da giornali generalisti, così come i settimanali non specializzati, come «L’Espresso» o «Panorama». Potremmo intrattenerci ancora molto sull’argomento, ma lo spazio e il tempo stringono. Procediamo.

Se i fatti non si inventano…

I fatti possono essere infiniti, ma è chiaro che un fatto non s’inventa, non si crea dal nulla, semmai si scopre, per cui sarebbe impossibile scrivere un articolo di giornale in base alle tracce fornite per l’Esame di Maturità, fino allo scorso anno, dal Ministero dell’Istruzione (MIUR): in esse erano proposti soltanto documenti e non fatti.

Sembra assurdo ma è proprio così: se all’Esame di Maturità aveste scelto di scrivere un “articolo di giornale”, il fatto ve lo sareste dovuto inventare, contro ogni principio di buonsenso, se non addirittura contro la deontologia professionale. Il MIUR sarebbe tenuto a correggere al più presto tale evidente errore di fondo, sostituendo alle tipologie dell’articolo di giornale e, già che c’è, del saggio breve quelle più praticabili, rispettivamente, del testo informativo e argomentativo, o, come vedremo, fornendo già da quest’anno documenti adatti alla scrittura di un articolo di giornale, ma, qualora ciò non accadesse, bisogna correre ai ripari, facendo di necessità virtù.

… che fare all’Esame di Maturità? Dallo schema alla mappa del tesoro

L’articolo di giornale è un testo informativo che fornisce i dati essenziali su un determinato fatto di attualità. Per evitare di trascurare alcuni dati salienti, quando si scrive un articolo di giornale, è opportuno seguire uno schema standard, articolato in 5 domande + 1: le classiche 5 W (Who: Chi; What: Cosa; When: Quando; Where: Dove; Why: Perché) + H (How: Come).

Scrivere un articolo di giornale senza poter illustrare un fatto accaduto il giorno stesso della prova d’esame equivale a una perdita di tempo o, peggio, a una mistificazione. Chi ha fatto cosa, quando, dove, perché, come? Se dovessi inventarlo da zero, potrei finire fuori strada, per cui, visto che si tratta un viaggio nell’ignoto, è opportuno innanzitutto trovare un metodo di orientamento, quindi creare una mappa, infine collegare tutti i punti del percorso, a partire dal tesoro (il fatto).

Viaggio nei documenti 1. L’Inferno del passato

Per evitare ulteriori astrazioni, prendiamo un esempio concreto: la prova scritta d’Italiano assegnata per l’Esame di Stato 2014.

Essendo previsti 4 argomenti relativi a 4 ambiti proposti, per l’ambito artistico-letterario l’argomento era “Il dono”; per l’ambito socio-economico “Le nuove responsabilità”; per l’ambito storico-politico “Violenza e non-violenza: due volti del Novecento”; per l’ambito tecnico-scientifico “Tecnologia pervasiva”. Andando a osservare attentamente i 21 documenti allegati (3 dipinti + 5 testi per il primo; 4 testi per il secondo; 5 testi per il terzo, 4 testi per il quarto), si nota che soltanto uno contiene alcuni dati significativi (il documento intitolato “Crescita demografica e scelta coercitiva” per l’argomento dell’ambito socio-economico). Tutti gli altri sono riflessioni, più o meno acute, di intellettuali più o meno conosciute/i.

Stando così le cose, cioè non essendoci dati di realtà ma soltanto opinioni, scrivere un articolo di giornale appare impossibile. Al momento non ho sotto mano le percentuali esatte, ma penso di non sbagliare dicendo che in tutta Italia soltanto un esiguo gruppo ha scelto di scrivere l’articolo di giornale, visto che, facendo riferimento al mio caso di commissario esterno all’Esame 2014, degli oltre 50 allieve/i da me esaminati nessuna/o lo aveva scelto.

Eppure, la semplicità della sua struttura, specie rispetto a quella del testo argomentativo, dovrebbe indurre molte/i più allieve/i a scrivere articoli di giornale. Il problema, in effetti, sta a monte: sappiamo davvero insegnare come si scrive un articolo di giornale? Qui si entra in un terreno scivoloso e molte/i colleghe/i storceranno il naso a sentirsi tirate/i in ballo, ma è un dato di fatto che per scrivere un eccellente articolo di giornale bisogna essere un/a eccellente giornalista, così come per scrivere una eccellente poesia bisogna essere un/a eccellente poeta e per scrivere un eccellente saggio bisogna essere un/a eccellente saggista. Siamo, perciò, da punto a capo: così come il Ministero dell’Istruzione non si sogna di chiedere a un/a adolescente di scrivere una poesia, sarebbe tenuto a sostituire alle tipologie dell’articolo di giornale e del saggio breve, affrontabili solo da provette/i giornaliste/i e saggiste/i, quelle più praticabili, rispettivamente, del testo informativo e argomentativo, ma nel frattempo bisogna correre a riveder le stelle, quindi avanziamo.

Viaggio nei documenti 2. Il Purgatorio del presente e il Paradiso del futuro

Al pessimismo della ragione, che continua a farci preferire il realismo dell’Inferno all’utopia del Purgatorio e alla fantascienza del Paradiso, dobbiamo opporre l’ottimismo della volontà, che continua a farci lavorare nel mondo della scuola, nonostante l’andazzo generale congiuri per sfiancarci, demotivarci, abbatterci. Allora, io voglio credere che quest’anno il MIUR fornirà, per la prima volta, dei documenti da cui sia possibile ricavare un fatto, concedendoci per il 2016 – l’ottimismo della volontà è sfrenato! – l’abolizione dell’articolo di giornale.

Quindi, per consentire a un numero maggiore di allieve/i, già quest’anno, di affrontare la prova d’Italiano, sapendo di poter scrivere anche un articolo di giornale, basterebbe allegare a ogni argomento un maggior numero di documenti contenenti dati e “ganci all’attualità” (riferimenti a episodi accaduti a ridosso dell’esame), chiedendo una consulenza a giornalisti di chiara fama per sapere come abbinare un certo tipo di documenti a un certo tipo di argomento e quali “ganci” fornire. A quel punto, la missione non sarà più impossibile. Vediamo perché?

Viaggio nei documenti 3. Un esempio concreto

Per fortuna, la pratica del giornalismo insegna che i fatti non sono a portata di mano, anzi, tutt’altro. Ciò che fa davvero notizia dev’essere sconosciuto nel momento in cui è reso noto, pubblico, altrimenti che novità (news) sarebbero? La/il giornalista non può inventare nulla, almeno non nel senso letterario e poetico del termine, per cui non si può creare un fatto con la fantasia, ma bisogna trovarlo.

Per rispettare il codice deontologico del giornalismo, qualora il giorno dell’Esame di Maturità scegliessi di scrivere un articolo dotato di tutti i crismi per essere definito tale, dovrei scoprire un fatto di cronaca (politica, economica, sociale, culturale, sportiva), realmente accaduto nei giorni precedenti la prova, a cui ricollegare uno degli argomenti, servendomi dei relativi documenti come altrettanti fonti d’informazione.

Siccome difficilmente il MIUR inserirà dei “fatti” o “ganci di attualità” tra i documenti della prova 2015, vediamo come si potrebbe fare a trovare un fatto nei giorni prima dell’Esame. Partiamo da un esempio concreto che dimostra come trovare un fatto, a cui “agganciare” il vostro articolo, non sia per nulla semplice, ma fino all’ultimo non bisogna desistere, perché la fortuna premia l’audacia.

Il tesoro. Trovare il fatto al termine del viaggio

Il 3 maggio 2014 uscì, nell’inserto culturale di un noto quotidiano italiano, un lungo articolo (un reportage) che avevo scritto una settimana prima, il 27 aprile, di ritorno da Parigi. Ero partito dall’Italia con la volontà di scrivere un articolo sulla situazione parigina degli spazi occupati da collettivi di artiste/i (squat), ma fino al giorno prima del ritorno (24 aprile) non avevo trovato il “gancio” con l’attualità che potesse rendere il mio pezzo (termine del gergo giornalistico usato al posto di “articolo”), degno di essere pubblicato.

Avevo l’argomento, quindi, cioè “gli squat di artisti a Parigi”, ma non il fatto o, meglio, il “gancio” all’attualità che mi permettesse di rendere giornalistico il mio reportage, il mio “viaggio fra gli squat”. La scoperta del fatto, del “gancio”, avvenne per caso: scrutando la pagina Facebook di uno degli squat che avrei desiderato visitare quel giorno, La Miroiterie, scoprii che il 20 aprile, ovvero quattro giorni prima, era crollato un muro, per cui quello squat rischiava di chiudere. La Miroiterie era l’ultimo autentico squat di artisti rimasto nel centro di Parigi. Andai a visitarlo e cercai di entrare, ma un occupante me lo impedì: segno che il fatto era davvero scottante, visto che bruciava ancora a chi ne era rimasto vittima.

Solo per caso, dunque, trovai il “gancio” all’attualità, capace di rendere interessante il reportage, ma nel frattempo non ero rimasto con le mani in mano: avevo visitato alcuni degli squat più emblematici di Parigi, avevo intervistato alcune/i occupanti e preso appunti nel mio taccuino. Ogni squat insomma aveva rappresentato per me altrettante banche dati, database da usare al momento opportuno.

Un filo conduttore per ordinare la massa di dati

Avevo gli appunti, avevo un fatto da cui partire, mancava soltanto di documentarsi su Internet, per collegare tutta quella caotica massa di dati fra loro, tramite un filo conduttore. Andai alla ricerca di articoli che parlassero di gentrificazione, che è il processo di trasformazione di tutti gli spazi urbani, anche quelli più degradati, dove in genere sorgono gli squat, in altrettante zone residenziali, quindi altamente  redditizie, riqualificandole e aumentando gli affitti. In effetti, dai dati raccolti nella mia esplorazione avevo verificato che prima o poi tutti gli squat o venivano chiusi o venivano acquistati dalla Mairie (Comune) di Parigi, sistemati e dati in gestione ad associazioni, costringendo così bande piratesche di occupanti a trasformarsi in diligenti membri di associazioni. Ecco in cosa consisteva la gentrificazione, nel mio caso specifico: gli squat di artisti a Parigi erano stati tutti recuperati, trasformati in spazi addomesticati, capaci di aumentare l’attrattiva del quartiere con la sua offerta culturale più o meno alternativa. L’ultimo baluardo alla gentrificazione, uno squat non ancora recuperato, ancora fieramente occupato, stava per chiudere. Avevo trovato, infine, il filo conduttore, capace di collegare tutti gli appunti presi sui vari squat “recuperati” al tesoro, il fatto, la notizia: l’ultimo squat occupato stava per chiudere.

Potevo finalmente iniziare a scrivere. È nato così il reportage che i redattori del quotidiano «il manifesto» hanno deciso di intitolare L’occupazione addomesticata, sottotitolo: Reportage. Miroiterie, 59Rivoli, Shakirail: il triste declino degli squat artistici di Parigi, fra sgomberi e nuove regole di convivenza. In fondo al post trovate il link per leggerlo, se lo desiderate.

Metodo per scrivere un articolo di giornale all’Esame di Maturità

Chi sceglie di scrivere un articolo di giornale per l’Esame di Maturità potrebbe procedere in mille modi diversi. Io mi limito a segnalarvi quello che vi ho appena illustrato e che ricapitolo di seguito, ma con una premessa indispensabile: siccome difficilmente il Ministero inserirà i “ganci” all’attualità nelle tracce 2015, per trovare i “fatti” da cui partire per scrivere l’articolo di giornale, da oggi fino al giorno dell’Esame di Maturità, dovrete andare in giro con il taccuino, sempre e ovunque, e dovrete sottoporvi a un rigoroso allenamento. Suggerisco di procede così:

I. Informarsi

Per scrivere bene un articolo di giornale, bisogna leggerne molti, abitualmente, ogni giorno o almeno ogni settimana, per capire, non in teoria ma in pratica: 1) come si scrive in giornalese (stile giornalistico); 2) cosa è ritenuto degno di nota dai giornali (le notizie salienti, sia a livello locale, che a livello nazionale e internazionale); 3) quale stile e quale tipo di notizie corrispondono a un dato genere giornalistico (non si scrive allo stesso modo, dando lo stesso tipo di notizie, se si parla di letteratura, di politica, di economia o di tecnologia).

II. Esercitarsi

Collaborate con giornali o radio scolastici o locali, purché dirette da giornaliste/i iscritte all’Ordine dei Giornalisti (dovete avere un/a mentore all’altezza), in grado di accogliervi e formarvi: chi pensa di scrivere un articolo di giornale, dovrebbe scriverne almeno uno al mese, da far correggere al/la mentore di turno e da riscrivere fino a che non viene accettato per la pubblicazione. Potreste occuparvi del vostro sport, genere musicale, partito preferito: insomma, per allenarmi scrivete di ciò che vi appassiona.

III. Cercare il fatto

A ridosso dell’Esame intensificate la lettura dei giornali, privilegiando gli articoli riguardanti argomenti scottanti dell’anno appena trascorso (per il 2014-2015 mi vengono in mente il fondamentalismo religioso, la guerra, le riforme costituzionali, per esempio). Guardatevi intorno, informatevi su Internet, chiedete alle persone bene informate quali sono le ultime novità in merito agli argomenti più gettonati del momento. A volte i fatti sono sotto i nostri occhi, basta solo osservarli.

ATTENZIONE: state sul pezzo!

Un altro esempio, tratto stavolta dalla mia esperienza nei giornali locali, mi permetterà di capire, spero, come si fa a cogliere un fatto, quando lo si ha sotto il naso. Vi racconterò del mio primo scoop: subito dopo la laurea, nei primi mesi del 2002, una mattina vado a ritirare dei documenti nel mio vecchio Liceo; mentre aspettavo, mi accorgo di un via vai continuo di segretarie dalla Presidenza; chiedo alle mie amiche bidelle cosa stesse accadendo. Era successo che il pullman in cui viaggiavano delle quinte, di ritorno da una gita a Praga, si era scontrato qualche ora prima, lungo una strada della Repubblica Ceca, contro un’auto guidata da abitanti del luogo: nel frontale autista e passeggero cechi erano morti sul colpo, il pullman era finito fuori strada, fra gli studenti c’erano diversi contusi, ma nessun morto. Ascoltai, quindi, dopo aver ritirato i documenti, andai in macchina, mi appuntai le informazioni salienti e mi fiondai nella redazione del quotidiano locale con cui collaboravo solo da poche settimane per riferire l’accaduto: mi fu affidato il servizio, che il giorno dopo finì in prima pagina. Fortuna? Certo, ma anche virtù: se si è giornalisti, bisogna sempre stare sul pezzo, tenere le orecchie e gli occhi bene aperti, cogliere la notizia anche nei luoghi e nelle situazioni più impensate.

D’accordo, gran bei discorsi, ma poi, all’Esame di Maturità?

I. Esplorare

Con il vostro bagaglio di letture, osservazioni e memorie di possibili fatti a cui agganciare gli argomenti che vi proporranno, respirate a pieni polmoni e iniziate con serenità il vostro esame, procedendo in questo modo: leggete attentamente tutte le tracce e, se gli argomenti proposti per l’articolo di giornale vi attirano, passate in rassegna tutti i documenti, leggendoli attentamente e sottolineando le parole-chiave, quindi scegliete l’argomento che meglio si può ricollegare a uno dei fatti di cronaca realmente accaduti, che vi è capitato di notare nei giorni precedenti. I fatti possono essere appena accaduti o in procinto di accadere: l’inaugurazione di una conferenza sulla guerra fra Russia e Ucraina o di una mostra sulla Costituzione che si terrà da lì a poco.

II. Mappare

Appuntatevi alla rinfusa tutti i dati raccolti nei documenti (cifre, date, dichiarazioni, ecc.); aggiungete altri dati conservati nella vostra mente e riconducibili all’argomento in questione (sono i riferimenti personali, da abbinare alle informazioni che trovate sui documenti); trovate il filo conduttore (ricorrete alle vostre conoscenze personali) per collegare tutti i dati fra loro, proprio come in una mappa, agganciandoli al tesoro, cioè a uno dei fatti di cronaca scoperti nei giorni precedenti.

III. Editare

Collocate i dati salienti in una scaletta o matrice: ogni serie di dati andrà abbinata a una delle 5 W + H. Attenzione: la parte più importante di un articolo è l’incipit, l’attacco, dove dovrete presentare subito il fatto, ma la qualità del vostro stile si misurerà anche nella parte centrale e nella chiusa. Su fase dell’editing torneremo nella terza lezione.

Buon lavoro!

* * *

Consigli di lettura

Paolo Murialdi, Storia del giornalismo italiano, ed. Il Mulino

Valerio Cuccaroni, L’occupazione addomesticata, «Alias-il manifesto», 03/05/2014

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