Le confessioni di un cyberprof. Capitolo 1

pascal

Da quando mi ricordo, cioè da quando ero piccolo, seguo con entusiasmo la rivoluzione antropologica in cui siamo immersi. Sono passati più di trent’anni ma sin dalla metà degli anni Ottanta mi sono sempre fatto regalare i personal computer più adatti alle mie attività, dal Commodore 64 (per giocare) a tre tipi di Macbook (per studiare e lavorare). Forse perché adoravo i cartoni animati pieni di robot, bottoni, transistor.

Al liceo scientifico mi iscrissi nella classe sperimentale a indirizzo informatico: purtroppo non fu una bella esperienza, perché avevano messo a insegnare informatica una brava insegnante di matematica, che si era preparata anche, ma che non era un’insegnante di informatica, per cui, dopo averci insegnato i rudimenti del linguaggio Pascal, alzò bandiera bianca e la sperimentazione fallì.

Allora, come ora, lo Stato italiano rincorre le innovazioni dell’economia capitalista senza pianificare, né finanziare la transizione.

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