Articolo di giornale corretto I

charlie-hebdo-011Pubblico di seguito la versione originale, scritta da una mia allieva, e la versione, corretta da me, di un articolo di giornale, composto a partire da alcuni documenti sull’attenanto di Parigi, alla redazione di Charlie Hebdo, del 7 gennaio scorso. Il confronto fra le due versioni e le note finali dovrebbero aiutare a capire i fondamentali parametri compositi dell’articolo di giornale ed evitare così gli errori più comuni.

VERSIONE ORIGINALE

L’attacco in nome della religione può essere giustificato?

“Parigi scossa ingiustamente?”

A Parigi vengono attaccate le libertà di un mondo libero

Destinatario: giornalino scolastico

L’attentato avvenuto a Parigi il 7 gennaio scorso contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, da parte di estremisti islamici (ISIS), ha portato l’attenzione sulle libertà dell’occidente in contrapposizione a quelle islamiche. Questo attacco terroristico ha colpito la libertà di espressione e tutte le libertà che dovrebbero appartenere a tutte le civiltà presenti nel mondo. Tutto l’Occidente si è sentito attaccato e ora tocca ai giornalisti e politici informare i cittadini Europei e rassicurarli. Charlie Hebdo è stata attaccata poiché considerato un giornale che offendeva gravemente la religione islamica (con riferimenti diretti ed offensivi verso Maometto); coloro che hanno partecipato a questo attentato ritenevano di agire in nome dell’Islam, in quanto pensavano di vendicare le offese subite, ma nulla può giustificare azioni cosi atroci, in nessun caso e per nessuna motivazione, religiosa, politica o culturale che sia. Questi terroristi dicono di agire in nome di tutto l’Islam ma in realtà rappresentano solo una minoranza. La libertà di espressione dovrebbe essere riconosciuta in ogni parte del mondo e in nome di nessun Dio dovrebbe essere attaccata. Proprio per questo l’attentato ha stupito e scosso il cuore di tutti i cittadini di tutto il mondo. Certamente il giornale satirico di Charlie Hebdo ha irriso anche la religione cattolica ma come mai l’Europa non ha compiuto azioni cruente , attaccando cosi direttamente la libertà di espressione ,come al contrario hanno compiuto gli attentatori Islamici?

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VERSIONE CORRETTA

L’ombra di Al-Qaeda sull’Occidente

PARIGI SCOSSA DAI TERRORISTI

Attentato di matrice jihadista alla redazione di Charlie Hebdo

Destinatario: giornalino scolastico

L’attentato avvenuto a Parigi, il 7 gennaio scorso, contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, da parte di due fondamentalisti islamici, ha scosso la Francia e il mondo intero, portando l’attenzione dell’opinione pubblica sullo scontro fra libertà e fanatismo religioso.
L’attacco terroristico, che all’interno della redazione del settimanale e per le strade ha provocato in tutto dodici morti, è stato condotto da due individui mascherati, armati di kalashnikov, al grido di “Allah akbar” (Allah è grande), i due fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, affiliati al movimento jihadista capeggiato da Al-Qaeda.
Charlie Hebdo è stato attaccato poiché considerato un giornale che offendeva gravemente la religione islamica, con le sue caustiche caricature di Maometto: chi ha partecipato all’attentato, perciò, riteneva di agire in nome dell’Islam, in quanto pensava di vendicare le offese subite, ma nulla può giustificare azioni cosi atroci, in nessun caso e per nessuna ragione, religiosa, politica o culturale che sia. Immediate sono state infatti le reazioni di solidarietà in tutto il mondo, o perlomeno laddove la popolazione si è sentita colpita nella propria libertà di espressione; in particolare, si sono sentiti attaccati i cittadini europei, che ora tocca a giornalisti e politici informare e rassicurare.
I terroristi, i loro sostenitori e complici dicono di agire in nome dell’Islam ma in realtà rappresentano solo una minoranza, tanto che molti musulmani si sono sempre dissociati dalla violenza compiuta dai fondamentalisti. C’è tuttavia chi, in varie parti del mondo, continua a soffiare sul fuoco, alimentando odio e divisioni, soltanto per giustificare guerre e sopraffazioni, alle quali si tenta di rispondere, qua e là, con iniziative di sensibilizzazione e controinformazione.

*

NOTE

La versione originale dell’articolo risulta essenzialmente corretta, ma con imprecisioni ed errori.

Stile corretto: la versione originale è scritta con un linguaggio chiaro, grammaticalmente corretto e semplice.

Corretto è l’attacco: un incipit contenente le informazioni essenziali sull’attentanto e i suoi effetti (chi, cosa, dove, quando). Sufficientemente corretto è lo svolgimento, in cui ci si sofferma sugli effetti dell’attentato (la risposta dell’opnione pubblica) e si risponde anche alla domanda sul “perché”, ma non si spiega “come” è avvenuto l’attentato e non si forniscono dettagli su “chi” ha compiuto l’attentato.

Scorretti sono, però: il titolo, troppo generico sia nell’occhiello sia nel titolo vero e proprio che nel sommario; la conclusione dell’articolo, domanda retorica, di stampo moralistico. L’impianto della cronaca originale mirava a fornire informazioni sull’attentato e sulle reazioni provocate nell’opinione pubblica, con qualche ripetizione di troppo (p.e. la ripetizione del pronome-aggettivo “tutto”).

Nella correzione si è tenuto conto di tutto ciò, fornendo maggiori dettagli sull’identità degli attentatori e sulla natura delle diverse reazioni.

Se avete domande, curiosità, critiche, scrivetemi a rovesciamenti@gmail.com

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