Articolo di giornale corretto IV

L’articolo, che correggiamo oggi, non è stato scritto “a tavolino”, tramite un collage di documenti, ma è la cronaca di un fatto realmente accaduto: il 10 febbraio scorso, all’Istituto Vanvitelli-Stracca di Ancona, si è svolta una conferenza sulla campagna “Miseria Ladra”, condotta dall’associazione Libera e il Gruppo Abele, con il contributo di Coop Adriatica. Di seguito trovate il resoconto dell’incontro.

Versione originale

OCCHIELLO: Un’Italia privata di futuro

TITOLO: SOS povertà

SOMMARIO: “Miseria ladra”, un altro allarme: Libera, Coop e Gruppo Abele si coalizzano nei territori marchigiani.

Sensibilizzare l’italiano sul caso Povertà. O, come si è soliti dire, “far aprire gli occhi”. E’ questo l’obiettivo presentato il 10 febbraio al Vanvitelli Stracca Angelini di Ancona dai rappresentati di Libera, rete di tipo sociale, Coop Adriatica e Gruppo Abele. Dopo una breve presentazione dei progetti e una ripresa dei successi passati interviene Mariella Piersigilli, referente della campagna Miseria Ladra. Con un dirompente attacco cita l’Art. 1 e l’Art. 3 della Costituzione italiana, mettendo in luce quei diritti dei quali ogni singola persona dovrebbe godere. Diritto al lavoro, diritto alla salute. Prosegue Giuseppe De Marzo, coordinatore del progetto, con un’analisi più capillare. Nel 2007 erano 1.8 milioni gli italiani in povertà assoluta, oggi 6 milioni (16.6%, 9.9% povertà relativa, in percentuale): il reddito mensile oscilla dai 506€ ai 790€ mensili. Ma è la questione giovanile la più a rischio: 32.2% di povertà minorile in Italia (17% in Europa), 17% di dispersione scolastica (13% Europa), disoccupazione 43% (un giovane su due). Sono in aumento i NET (27%): ragazzi che non studiano, non lavorano e non hanno condizioni di vita “normali”. Dunque, non sono forse le politiche a dover garantire condizioni di vita dignitose? E’ infatti proprio la dignità umana il nostro primo Super Valore, considerato intangibile in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Non molte sembrano le soluzioni per risollevarci da questo buco nero. Le politiche di austerity propongono tagli al Welfare, intervenendo in questo modo direttamente nella sfera sociale. Più abbordabili e concrete appaiono le alternative descritte Da Marzo in conclusione all’incontro: più sviluppo e un reddito minimo di cittadinanza (650€), già presente in tutta Europa tranne Spagna, Grecia e Bulgaria. Il salario deve garantire la dignità. Utopia o realtà?

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Versione corretta

Senza reddito minimo Italia senza futuro

SOS POVERTÀ

Da Libera e Gruppo Abele i dati allarmanti della campagna Miseria ladra

Ancona – Un italiano su dieci vive in condizioni di povertà assoluta, come nel secondo dopoguerra. A illustrare questi dati e aprire gli occhi sull’enormità del problema è la campagna “Miseria Ladra”, presentata agli studenti delle scuole superiori, il 10 febbraio scorso, all’Istituto Vanvitelli-Stracca Angelini. Organizzato dall’associazione Libera e dal Gruppo Abele, con il contributo di Coop Adriatica, il progetto, stando alle parole di una delle sue promotrici, Mirella Piersigilli, intende ricordare i diritti di cui dovrebbe godere tutta la cittadinanza: diritto al lavoro, alla salute e alla dignità sociale. Diritti calpestati, evidentemente, come denuncia Giuseppe De Marzo, coordinatore del progetto, il quale nota che nel 2007 gli italiani in povertà assoluta erano meno del 3%, mentre oggi sono il 9,9% della popolazione, mentre il 16.6% è in condizioni di povertà relativa, cioè vive con meno di 800 euro al mese. La questione giovanile è la più drammatica: la povertà minorile in Italia è al 32.2%, mentre in Europa è al 17%, senza contare che il 17% della gioventù abbandona gli studi, il 4% in più dell’Europa, e che il 43%, cioè un giovane su due, è disoccupato. Sono in aumento i Neet, cioè ragazzi e ragazze che non studiano, non lavorano e non hanno condizioni di vita “normali”: sono ormai un terzo dei giovani. A garantire condizioni di vita dignitose dovrebbe essere la politica, ma le politiche di austerity propongono tagli allo stato sociale, intervenendo in questo modo direttamente sui servizi primari (ospedali, asili nido, scuole). Una delle possibili alternative descritte da De Marzo al termine dell’incontro è l’istituzione di un reddito minimo di cittadinanza, pari a 650 euro mensili, già presente in tutta Europa, tranne Grecia, Bulgaria e Italia: un reddito di dignità, come l’ha definito Libera, perché capace di restituire dignità alla nostra popolazione.

NOTE

La struttura dell’articolo originale è buona, perché fornisce tutte le informazioni essenziali in modo corretto, chiaro e ben articolato. Nella conclusione, tuttavia, si trovano affermazioni che stonano con lo stile denotativo, referenziale, impersonale proprio dell’articolo di giornale. Inoltre, sono presenti alcune imprecisione: il nome della Piersigilli non è Mariella ma Mirella; il 16,6% è la percentuale della povertà relativa, non dei poveri assoluti. Dettagli: l’incipit è buono, ma sarebbe stato meglio non aggiungere la precisazione ridondante «O, come si è soliti dire, “far aprire gli occhi”», perché lo stile giornalistico richiede di essere sintetici e immediati.

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