Scrittura e Promessi sposi | La cronaca della “notte degli imbrogli”

Esercizio su Promessi sposi e articolo di giornale

Il Griso agisce come un investigatore o un giornalista per scoprire perché Lucia non era in casa nella “notte degli imbrogli e dei sotterfugi”: immagina che il Griso debba scrivere un articolo di cronaca in cui espone ciò che è riuscito a sapere, rispondendo alle 6 domande fondamentali: cosa è successo a chi quando dove come e perché è successo. L’articolo deve essere di 2700 caratteri spazi inclusi.

Svolgimento:

Scomparse tre persone da un paese vicino Lecco

di Griso

Nella notte fra venerdì 10 e sabato 11 novembre [del 1628] sono scomparse da un paese vicino Lecco tre persone: Agnese Mondella, la figlia Lucia e il suo fidanzato Renzo Tramaglino. Da informazioni raccolte da chi le ha accompagnate, risulta che madre e figlia si sono rifugiate in un convento di Monza, mentre l’uomo si è diretto a Milano. Ancora sconvolti per l’accaduto gli abitanti del borgo.

Il paese di origine dei tre dispersi si trova in una delle terre che sorgono sulle rive del ramo meridionale del lago di Como, non lontano dal monastero di Pescarenico, dove inizialmente sembravano essersi rifugiati, secondo un’opinione condivisa ma contraddetta dal testimone oculare.

La scomparsa è da ricollegare all’apparizione, in quella stessa notte, di un gruppo di bravi e di un misterioso pellegrino, che hanno messo a soqquadro il paese. La compagnia è stata vista allontanarsi da casa di Agnese Mondella. Ciò risulta dalle testimonianze di Perpetua, la domestica del curato di campagna Don Abbondio, dei fratelli Gervaso e Tonio, per bocca della moglie di quest’ultimo, e dei genitori di Menico, nipote di Agnese. Fin qui la dinamica dei fatti risulta chiara.

Resta da capire invece il motivo dell’invasione dei bravi. Gli abitanti del paese sono concordi nel collegarla a Don Rodrigo. Il resto è avvolto nell’oscurità e sulle ragioni dell’inspiegabile apparizione sono state formulate numerose congetture.

Molti insistono su due bravi che sono stati visti sulla strada, in serata, e su un terzo che stava sull’uscio dell’osteria, ma l’oste, interrogato, afferma di non ricordare, aggiungendo che «l’osteria è un porto di mare».

Tutta da decifrare inoltre è la presenza del pellegrino con i bravi. Molte le ipotesi elaborate dai cittadini sulla sua identità. «Un’anima del purgatorio», si spinge a credere qualcuno, «comparsa per aiutar le donne». Altri, in preda al delirio, parlano di «un’anima dannata», che viene sempre di notte e aiuta quelli come lui a compiere le stesse azioni malvagie. Abbandonando le dicerie superstiziose, non si comprende comunque che ci facesse un pellegrino con i bravi. Una parte del paese è convinta che i bravi volessero ammazzarlo per timore che li denunciasse, mettendosi a gridare. Ma c’è anche chi pensa che fosse uno di quegli stessi bravi, travestito da pellegrino.

La confusione in proposito è grande in paese e non accenna a diminuire. Così come rimane ignota la ragione della scomparsa di Agnese, Lucia e Renzo. Perché hanno fatto perdere le loro tracce? Solo se interrogati, i diretti interessati potranno fornire la giusta versione dei fatti.


In attesa di leggere gli elaborati dei miei allievi, mi sono esercitato anch’io. Come ho proceduto alla stesura di questo articolo?

1) Ho letto i capitoli VIII e XI dei Promessi sposi.

2) Ho cercato le informazioni sulle date della vicenda negli apparati critici Promessi sposi in adozione nel Liceo in cui insegno*.

3) Ho cercato informazioni sui luoghi della vicenda e sull’identità dei personaggi in un sito** trovato scrivendo “pescarenico” su Google.

4) Ho applicato le regole del linguaggio giornalistico:

4a) per l’attacco: sono andato subito al dunque (quando, dove, cosa è successo, a chi),

4b) per lo svolgimento: ho dettagliato il dove, ricollegandolo al come e al chi; sono tornato al come, infine al perché.

4c) per la conclusione: ho chiuso il cerchio rinviando a future indagini.

È ovvio che sia il Griso, sia il lettore sanno cosa è accaduto di preciso, ma per mantenere la “finzione” ho usato sia il punto di vista del Griso, visto che l’esercizio lo richiedeva, sia il punto di vista di un lettore all’oscuro dei fatti, come il lettore medio di tutti gli articoli di cronaca.

Fonti:

* Alessandro Manzoni, Promessi sposi, capitoli VIII e XI, (commento, note e apparato didattico V. Lazzarini, L. Rolla, nuova edizione a cura di P. Di Sacco), Il Capitello, Torino, 2012

** http://promessisposi.weebly.com/menico.html

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