Scrittura | Esempio di testo argomentativo

È corretto chiamare #INVASIONE le migrazioni di persone in fuga dalla guerra e dalla fame verso l’Italia? Si tratta davvero di un’invasione? Alla luce dei dati forniti, elabora e dimostra la tua tesi. 

DOCUMENTI

Dati

Al 1° gennaio 2017 i residenti in Italia sono 60 milioni 579 mila (fonte Istat).

I migranti irregolari nel 2015 sono stati 34 mila, cioè lo 0,05% della popolazione italiana (dati Ministero dell’Interno).

I richiedenti asilo 84 mila, cioè lo 0,1% della popolazione italiana (dati Dossier Caritas).

Circa il 30% della popolazione italiana  è a rischio povertà (dati Istat).

L’1% della popolazione in Italia possiede il 23,4% della ricchezza nazionale (dati Oxfam).

Il 10% della popolazione dal 2000 al 2015 ha avuto un incremento di ricchezza del 53,7% (dati Oxfam).

Articolo del quotidiano «Il Giornale» del 20/3/2017: L’invasione dei migranti

Immagini

Definizioni

INVASIONE s.f.

1 Irruzione in territori altrui; assalto; occupazione.

[1] Stat. perug., 1342, L. 3, cap. 150, par. 7, vol. 2, pag. 219.13: devesse cotale nobele, deglie quaglie dicto è, per lo delicto el quale conmectesse en la invasione overo occupatione la quale facesse.

[2] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. IV, cap. 39, pag. 669.15: quanto alla invasione et occupacione, per la quale la singulare persona averà privato altrui de possessione o no admetterà li possessori retornanti…

[3] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 6, 1-9, pag. 160.12: la chiesa d’Iddio, che era assalita dall’infideli Longobardi e liberata da la loro invasione parecchie volte.

[4] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 6, pag. 87.33: non so’ ipsi; credimmo avere citate forte e ben guarnuta de omnen cosa neccessaria, per invasione de li nuostri nemici.

1.1 [Contro qno:] assalto, aggressione.

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 1, cap. 9, pag. 75.13: Il miserabile re, il cui regno Acheronta circunda, veggendo che lo essercizio era alle sue invasioni inique contrario, e che i lunghi cammini porgevano alla carne affannosa gravezza, per la quale in sostenitori d’essa fuggivano le inique tentazioni…

[2] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 20, pag. 191.18: a la ‘mpressa, Achilles sopervenne a questo co la soa spata in mano fece sobetamente invasione contra de Troylo.

Tesoro della lingua italiana delle origini (TLIO)

invaṡióne s. f. [dal lat. tardo invasioonis, der. di invadĕre «invadere»]. – 1. a. Ingresso nel territorio di uno stato da parte delle forze armate di uno stato belligerante, per compiervi operazioni belliche, con o senza l’intenzione di occuparlo stabilmente: l’i. della Polonia, nella 2a guerra mondiale; fare, tentare un’i.; respingere un’invasione. b. Con riferimento soprattutto alla storia medievale, la penetrazione in un territorio di popoli che migrano in cerca di nuove sedi: le i. barbariche; l’i. degli Unni, o di Attila; l’i. della Spagna da parte dei Vandali; l’i. longobarda, in Italia. c. Irruzione violenta o arbitraria di persone in un luogo: i. di aziende agricole o industriali, considerata come reato contro la pubblica economia; i. di terreni o edifici altrui (pubblici o privati), considerata reato contro il patrimonio, quando sia fatta con lo scopo di occuparli o di trarne altrimenti profitto; scherz.: ma questa è un’i., quando molte persone, per lo più amiche, entrano inaspettatamente tutte insieme in un luogo. In giochi a squadra, e soprattutto nel calcio, i. del (o di) campo, irruzione degli spettatori sul terreno di gioco durante o alla fine di una partita, per protesta; i. pacifica, quella effettuata per entusiastica acclamazione dei giocatori della propria squadra. d. Nella pallavolo, sconfinamento di un giocatore (o di una parte del suo corpo) nel campo di gioco avversario durante lo svolgimento di un’azione. 2. a. In relazione ai sign. estens. e fig. di invadere, di qualsiasi cosa che irrompa in un luogo occupandolo o diffondendovisi in gran quantità: un’i. di cavallette, di topi; arginare l’i. delle acque; l’i. del morbo, di un’epidemia; c’è un’i. di prodotti (o anche di cantanti) stranieri, di film polizieschi, di fumetti pornografici. Raro col senso di usurpazione, ingerenza arbitraria e sim.: i. di un potere, di un diritto; l’i. del sentimento nel dominio della ragione. b. In patologia, la diffusione nell’organismo di agenti infettivi o di cellule tumorali (i. metastatica). In partic., nel decorso di alcune malattie infettive, periodo d’i., quello caratterizzato da febbre, comparsa più o meno brusca dei sintomi caratteristici, ed eventualmente positività dell’emocoltura.

Vocabolario Treccani

invasione

in|va|ṣió|ne s.f. av. 1510; dal lat. invasiōne(m), v. anche invadere.AU
1. penetrazione, ingresso in un territorio, in uno stato, di truppe, di forze armate allo scopo di saccheggiarlo, occuparlo e sim.: invasione del territorio nemico, compiere un’invasione, difendersi da un’invasione, invasioni barbariche
2a. estens., irruzione violenta di persone in un luogo: invasione di dimostranti nel palazzo del comune
2b. afflusso di un gran numero di persone in un luogo: un’invasione di turisti; anche scherz.: un’invasione di amici in casa
3a. diffusione nociva e inarrestabile: invasione di cavallette, di topi
3b. fig., propagazione, contagio dilagante: invasione di un morbo, di un’epidemia
3c. inondazione: invasione delle acque
4. fig., di prodotto commerciale, diffusione massiccia sul mercato: invasione di libri stranieri
5. BU fig., usurpazione, ingerenza arbitraria
6. TS sport nella pallavolo, fallo consistente nello sconfinamento di un giocatore o di una parte del suo corpo nel campo avversario, durante una fase di gioco
7. TS med. presenza e diffusione nell’organismo di agenti patogeni, spec. batteri e parassiti

Dizionario Nuovo De Mauro


SVOLGIMENTO

Alcuni politici e media italiani usano il termine “invasione” per parlare del fenomeno migratorio che attualmente interessa l’Italia. Nei social network, come Twitter, Facebook e Instagram, la parola si trova scritta anche nella forma dell’hashtag, che in inglese significa etichetta preceduta dal cancelletto, così: #INVASIONE. In questo modo, tutti i tweet, i post e le foto pubblicate sui social network con quell’etichetta sono raggruppate, archiviate ed elencate insieme.

Ma siamo davvero di fronte a un’#INVASIONE? Prima di analizzare i dati a nostra disposizione, chiediamoci cosa sia esattamente un’invasione. Sin dalle origini della lingua italiana, il significato del termine invasione rinvia alla penetrazione ostile in un territorio, da parte di un singolo, «per la quale la singulare persona averà privato altrui de possessione o no admetterà li possessori retornanti», secondo quanto stabilito dalle Costituzioni Egidiane del 1357, oppure «da parte delle forze armate di uno stato belligerante, per compiervi operazioni belliche, con o senza l’intenzione di occuparlo», secondo il Vocabolario Treccani.

È evidente che in questo senso le migrazioni di stranieri in Italia, almeno per il momento, non possono essere chiamate invasione. Bisogna passare, allora, al secondo significato della parola, non quello proprio, ma quello esteso: «afflusso di un gran numero di persone in un luogo: un’invasione di turisti; anche scherz.: un’invasione di amici in casa» (Dizionario Nuovo De Mauro). Ecco, forse in questo senso la parola invasione potrebbe essere appropriata, ma solo all’apparenza. Vediamo perché.

Quand’è che si parla di un’invasione di amici in casa? Se sono solo in casa, bastano tre amici per parlare di invasione. Se in casa fossimo cinque, gli amici dovrebbero essere almeno altrettanti, se non il doppio, per poter dire di essere di fronte a un’invasione. Insomma, gli amici devono essere tanti in rapporto a chi sta in casa per parlare di invasione. L’esempio della casa è calzante, per raffigurare i dati, i numeri, trasformandoli in persone.

Allora, immaginiamo che la nostra casa sia l’Italia. L’Italia può essere paragonata a una villa. Magari una villa in decadenza, ma pur sempre una villa. Ora, nelle ville si possono organizzare feste con tanti invitati. E l’Italia contemporanea, appartenente al G7, i sette paesi più industrializzati del mondo, può essere paragonata a una villa in cui è in corso una grande festa. Non tutti fanno festa nelle ville in festa, è chiaro: quando si organizzano feste nelle ville, ci sono i servitori vari, camerieri, cuochi, giardinieri, facchini, ecc.

Allora immaginiamo che l’Italia sia una villa in cui si tiene una festa con 100 persone. 70 persone possono permettersi di ballare, 30 devono servire. Questa differenza rispecchia il divario fra il 70% della popolazione italiana che è oltre la soglia di povertà e circa il 30% della popolazione italiana che è a rischio povertà (dati Istat). È la differenza fra chi sta di qua (balla) e chi sta di là (serve).

All’interno dei settanta vi sono ulteriori divari, è chiaro. Si potrebbe distinguere fra il proprietario che è uno (l’1% della popolazione in Italia possiede il 23,4% della ricchezza nazionale, dati Oxfam), i suoi amici che sono nove (il 10% della popolazione dal 2000 al 2015 ha avuto un incremento di ricchezza del 53,7%, dati Oxfam), gli amici degli amici che sono i restanti sessanta e potremmo proseguire distinguendo ancora fra quei sessanta che ballano, preoccupati o meno dai debiti che hanno dovuto contrarre per partecipare alla festa. Ma non ce n’è bisogno perché la vera differenza, per capire se siamo di fronte a un’#INVASIONE, è tra chi è dentro la villa e chi sta fuori. Chi sta dentro, alla peggio, se muore di fame, può spartirsi gli avanzi. Chi è oltre il muro, oltre il fossato, oltre i confini, deve scavalcare se vuole unirsi ai servitori e raccogliere qualche avanzo anche lui. Se i dati sono questi, possiamo procedere alla sintesi. Quindi, ricapitoliamo.

Siamo a una festa con cento persone. Si presenta all’ingresso solo lo 0,1% di una persona straniera, per esempio la sua mano, per chiedere aiuto. La mano di una persona in difficoltà appare all’ingresso della vostra festa con cento persone: la chiamereste invasione? Pensateci bene quando sentirete di nuovo parlare di invasione di migranti, in particolare dei profughi e richiedenti asilo in Italia: nel 2015 i richiedenti asilo sono stati 84 mila, cioè lo 0,1% della popolazione italiana (Dossier Migrazione Caritas 2016).
Siamo sempre alla stessa festa con cento persone. Alla fine della festa dobbiamo spazzare via dal pavimento, come se fosse polvere, lo 0,05% di una persona straniera, più o meno 35 grammi di uno che pesa 70 kg. Quindi, bisogna raccogliere dal pavimento una manciata di polvere, capelli unghie pelle morta insieme ad avanzi di cibo la chiamereste invasione? Pensateci bene quando sentirete di nuovo parlare di migranti irregolari, detti con disgusto “clandestini”: nel 2015 sono stati 34 mila, cioè lo 0,05% della popolazione italiana (fonte: Ministero dell’Interno).

Una mano che appare per chiedere aiuto all’ingresso della vostra villa con cento persone dentro. Trentacinque grammi di una persona entrata irregolarmente, da spazzare via. Questi sono i dati, in proporzione agli stranieri effettivamente arrivati in Italia nel 2015. E questa sarebbe un’#INVASIONE?

 

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