La poesia social: una proposta per la scuola

La poesia social: una proposta per la scuola

di Valerio Cuccaroni

La poesia può essere studiata seguendo il canone storico dei grandi autori, come si fa generalmente al triennio degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e all’università, oppure per argomento, come si fa negli ordini inferiori di istruzione. I docenti del triennio e dell’università seguono un canone di opere, che “sono in programma”, mentre, nei precedenti cicli, si studiano le caratteristiche di base della poesia, poi si analizzano singole opere, che vengono suddivise per argomento, privilegiando la poesia “di genere”, che sembra più accessibile: la poesia per l’infanzia, la poesia comica e la canzone d’autore. Altri generi, tuttavia, non hanno ancora trovato cittadinanza nei programmi, sebbene siano ancora più accessibili ai contemporanei: la poesia elettronica, la videopoesia e la poesia ad alta voce (spoken word, slam poetry), fra gli altri.

Affrontare lo studio della poesia per generi non significa studiare qualsiasi opera, purché riconducibile a un genere. Si è comunque obbligati a selezionare le opere più significative, ma occorre farlo per ogni genere. Come per le “quote rosa” in politica. È una scelta di politica culturale, in effetti. La scelta estetica è implicita e irrinunciabile.

Ho iniziato a occuparmi di letteratura “di genere” (non in senso sessuale, ma letterario), quando il Comune di Cervia e il Centro di Poesia Contemporanea di Bologna mi hanno assegnato una borsa di studio per una ricerca sulla poesia italiana “in dialetto” di Franco Scataglini, trasformatasi in seguito, grazie al mio relatore Guido Guglielmi, in tesi di laurea. Mi sono occupato di poesia “folle” per il mio stage al Museo del Louvre e per la mia tesi di dottorato all’Università di Bologna e alla Sorbona. E di poesia elettronica per la rivista «Poesia». Di tutti gli altri generi ci occupiamo con il poesia festival La Punta della Lingua.

Tutte queste esperienze mi hanno condotto, grazie all’aiuto di molte persone, a scoprire il Poetry Slam (gare di poesia ad alta voce) nei teatri al chiuso e all’aperto, la videopoesia su YouTube, le potenzialità di Facebook per creare laboratori telematici (Facebook Poetry Lab) e quelle di Instagram per avvicinare i giovani alla poesia. L’osservazione del mercato editoriale mi ha spinto a creare una classifica dei libri di poesia più venduti: il fatto che Dante sia battuto da uno YouTuber non è una sorpresa, ma fa riflettere.

Le opere presenti nei social network possono essere usate a scuola, selezionando e progettando in modo adeguato il viaggio delle proprie classi nello sconfinato mondo della poesia contemporanea. Se è vero che ciò che piace al mondo è breve sogno, per capire il mondo bisogna conoscere quali sono i suoi sogni. Per questo ho iniziato a stilare la Superclassifica Show della Poesia italiana più venduta, nello spazio Poesia della nostra rivista Argo.

Buon viaggio!

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