Gli sposi neri | Leggere Manzoni in negativo

Arrivati ai capitoli IX e X dei Promessi sposi si incontra Gertrude, ma è una Gertrude sbiancata, ellittica, sottintesa, la Gertrude del 1840, quella dell’edizione ufficiale.

La Gertrude originaria, archetipica, quella del Fermo e Lucia, manoscritto alla base dei Promessi sposi, steso tra l’aprile del 1821 e il settembre del 1823, è seppellita nella Biblioteca Braidense di Milano, dove sono conservati quasi tutti i manoscritti manzoniani.

A quella Gertrude nera occorre guardare per capire in cosa è consistito il lavoro di Alessandro Manzoni, noto come un lavoro di perfezionamento narrativo e linguistico. Ma fu davvero così?

Oppure, per valutare con cognizione di causa, oltre ai due capitoli dei Promessi sposi converrebbe anche leggersi i sei capitoli originari? In questi anni in cui il nero avanza forse sì. E allora i filologi, come Dante Isella e i suoi collaboratori che hanno allestito l’ultima edizione critica del Fermo e Lucia, questi becchini della letteratura, tornerebbero utili per accompagnarci nel nostro viaggio al termine della notte.

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