Le stragi di Mario

Nei manuali di storia e geografia degli istituti superiori può capitare di leggere che, dopo la partenza di Silla per l’Oriente (87 a.C.), «a Roma i popolari ritornarono al potere, perseguitando gli avversari politi e richiamando ancora una volta al consolato Mario, che però morì nell’86 a.C., lasciando i popolari senza una guida autorevole» (Limes 1, a cura di Cristina Tincati, Franco Amerini, Moreno Dell’Acqua, p. 392).

Con queste poche parole, tuttavia, non si riesce ad avere neanche una pallida idea di cosa furono in realtà quelle “persecuzioni degli avversari politici” da parte dei popolari.

Per capirlo, è necessario riferirsi a studi come quello di Giovanni Brizzi. Qui si possono leggere due pagine tratte dal capitolo V di Ribelli contro Roma. Gli schiavi, Spartaco, l’altra Italia, Il Mulino, Bologna 2017, che ricostruiscono, con l’aiuto delle fonti (Floro, Appiano), le «stragi», non semplici “persecuzioni”, che avvennero quando Mario riuscì a riprendere il potere a Roma, grazie al console popolare Cinna.

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