All’Italia di Giacomo Leopardi

Qui è possibile leggere la canzone All’Italia di Giacomo Leopardi, con note e commenti a cura di Fernando Bandini (tratta da Canti, Garzanti, Milano1996).

Composta, insieme a Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze, quasi di getto dopo l’incontro a Recanati nel settembre 1818 con Pietro Giordani, che suscita in Leopardi in forte desiderio di azione civile. Giordani fa pubblicare entrambe le canzoni a Roma dal tipografo Francesco Bourlié e le fa circolare tra i letterati italiani liberali, entusiasti. A Piacenza le canzoni «girano», scriverà Giordani a Leopardi il 5 febbraio 1819, «come fuoco elettrico: tutti le vogliono, tutti ne sono invasati». Il giovane Leopardi appare ai patrioti liberali dell’Italia settentrionale come un possibile militante per la causa nazionale, ma il padre Monaldo impedisce la ripubblicazione delle due canzoni a Roma per mettere al riparo il figlio della polizia della Restaurazione, interrompendo il rischioso legame con i patrioti del nord. Contemporaneamente Leopardi stesso matura, nelle riflessioni annotate nello Zibaldone, una progressiva sfiducia nelle possibilità di intervento politico diretto migliorativo, limitandosi a contrapporre il passato glorioso e le illusioni al presente e alla ragione.

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