Tasso: la poetica

La poetica di Torquato Tasso emerge, fra gli altri, dai suoi Discorsi dell’arte poetica, composti fra il 1562 e il 1564, pubblicato nel 1587. Leggi il passo seguente su “Unità e varietà del poema eroico”: «Né già io niego che la varietà non rechi piacere; oltre che il negar ciò sarebbe un contradire a la esperienza de’ sentimenti, veggendo noi che quelle cose ancora, che per sé stesse sono spiacevoli, per la varietà nondimeno care ci divengono; e che la vista de’ deserti, e l’orrore e la rigidezza de le alpi ci piace doppo l’amenità de’ laghi e de’ giardini; dico bene, che la varietà è lodevole sino a quel termine, che non passi in confusione; e che sino a questo termine è tanto quasi capace di varietà l’unità, quanto la moltitudine de le favole: la qual varietà se tale non si vede in poema d’una azione, si deve gredere che sia più tosto imperizia de l’artefice, che difetto de l’arte; i quali per iscusare forse la loro insofficienza, questa lor propria colpa a l’arte attribuiscono. Non era per aventura cosí necessaria questa varieta a’ tempi di Virgilio e d’Omero, essendo gli uomini di quel secolo di gusto non cosí isvogliato: però non tanto v’attesero, benché maggiore nondimeno in Virgilio che in Omero si ritrovi. Necessariissima era a’ nostri tempi; e perciò dovea il Trissino co’ sapori di questa varietà condire il suo poema; se voleva che da questi gusti sí delicati non fosse schivato: e se non tentò d’introdurlavi, o non conobbe il bisogno, o il disperò come impossibile. Io, per me, e necessaria nel poema eroico la stimo, e possibile a conseguire. Però che, sí come in questo mirabile magisterio di Dio, che mondo si chiama, e ‘l cielo si vede sparso o distinto di tanta varietà di stelle; e discendendo poi giuso di mano in mano, l’aria e il mare pieni d’uccelli e di pesci; e la terra albergatrice di tanti animali cosí feroci come mansueti, ne la quale e ruscelli e fonti e laghi e prati e campagne e selve e monti si trovano; e qui frutti e fiori, là ghiacci e nevi, qui abitazioni e culture, là solitudini ed orrori; con tutto ciò, uno è il mondo che tante e sí diverse cose nel suo grembo rinchiode, una la forma e l’essenza sua, uno il modo, dal quale sono le sue parti con discorde concordia insieme congiunte e collegate; e non mancando nulla in lui, nulla però vi è di soverchio o di non necessario: cosí parimente giudico, che da eccellente poeta (il quale non per altro divino è detto, se non perché al supremo artefice no le sue operazioni assomigliandosi, de la sua divinità viene a partecipare) un poema formar si possa, nel quale, quasi in un picciolo mondo, qui si leggano ordinanze d’eserciti, qui battaglie terrestri e navali, qui espugnazioni di città, scaramucce e duelli, qui giostre, qui descrizioni di fame e di sete, qui tempeste, qui incendi, qui prodigi; là si trovino concili celesti ed infernali, là si veggiano sedizioni, là discordie, là errori, là venture, là incanti, là opere di crudeltà, di audacia, di cortesia, di generosità; là avvenimenti d’amore, or felici, or infelici, or lieti, or compassionevoli; ma che nondimeno uno sia il poema, che tanta varietà di materie contegna, una la forma e la favola sua, e che tutte queste cose siano di maniera composte che l’una l’altra riguardi, l’una a l’altra corrisponda, l’una da l’altra o necessariamente o verisimilmente dependa; sí che una sola parte o tolta via o mutata di sito, il tutto ruini.
Questa varietà sí fatta tanto sarà piú lodevole, quanto recarà seco piú di difficultà: però che è assai agevol cosa, e di nissuna industria, il far che in molte e separate azioni nasca gran varietà d’accidenti, ma che la stessa varietà in una sola azione si trovi, hoc opus, hic labor est

Il passo riguarda il concetto di unità del poema eroico per Tasso, assai problematico e dibattuto nei circoli intellettuali dell’epoca. L’unità, propone Tasso non coincide con l’unicità del protagonista e l’unicità dell’azione, ma è qualcosa di più complesso: è armoniosa e sistematica sintesi di persone, eventi, aspetti del reale e quindi di personaggi, episodi, motivi dell’opera letteraria, perciò l’opera d’arte risulta un insieme organico, in cui ogni parte è necessaria all’insieme.

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