Qual è l’insegna dell’Europa?

Facciamo i compiti. Per domani c’è Cittadinanza. Bisogna analizzare un articolo di Ernesto Galli della Loggia, intitolato L’Europa senza identità che rinuncia a storia e valori (Corriere della Sera, 9/2/2017).
Bisogna leggerlo e rispondere alle seguenti domande: quali sono le cause della crisi dell’Europa per l’autore? L’autore propone delle soluzioni?
Dopo essermi preparato le risposte da confrontare con quelle dei miei studenti, mi concedo una riflessione sulla strampalata conclusione del ragionamento dello storico Galli della Loggia.
«La burocrazia dell’Unione», conclude, «e i gruppi politici nazionali in essa dominanti — entrambi subalterni ai tic e ai tabù del mainstream culturale — hanno deciso che non già la storia ma il diritto, anzi “i diritti”!, dovevano essere l’insegna di Bruxelles.»
Prof. Galli della Loggia, perché antepone la storia al diritto? Nella storia d’Europa c’è prima di tutto il diritto: i primi a unificare l’Europa, infatti, furono i Romani, proprio grazie al diritto
La croce, che lei pone, all’inizio del suo articolo, come emblema dell’identità europea, viene storicamente dopo il diritto. Se la croce è entrata nella storia d’Europa, inoltre, è proprio perché il diritto latino le ha garantito prima libertà di culto, con Costantino, poi, con Teodosio, ne ha fatto la religione di Stato dell’Impero romano. Infine, anche la libertà di parola, che lei pone come secondo emblema dell’identità europea, è un diritto.
Il problema è che Bruxelles non ha posto il diritto all’insegna dell’Europa, come vorrebbe farci credere lei sbeffeggiando addirittura “i diritti”. All’insegna dell’Europa c’è l’economia. Gli statuti da cui è nata l’Unione europea sono i trattati di cooperazione economica e di libero scambio. Quando ha provato a dotarsi di una Costituzione non c’è riuscita, ripiegando sulla modifica del Trattato di Maastricht. Perché non ne parla? L’Unione europea è figlia della Comunità europea del carbone e dell’acciacio Ceca (nomen omen) e della Comunità economica europea Cee. Non il diritto è l’emblema dell’Europa ma l’economia.
Un’unione politica potrebbe mettere in discussione la politica economica su cui finora si è poggiata l’Unione europea: se il popolo europeo avesse la possibilità di eleggere, tramite i propri rappresentanti, un governo formato da un ministro europeo per ogni settore, compreso il ministro europeo dell’economia, l’Unione europea potrebbe assumere una diversa politica economica. E questo le élite europee non possono ammetterlo.
Visto che non riescono più a far accettare alle masse la politica economica che le ha affamate finora, le élite, che non stanno affatto lasciando il potere come vorrebbe farci credere lei, cercano ora di consegnare il governo degli stati nazionali alle destre, ai vari Front National, che sono le stesse forze repressive a cui consegnarono l’Europa 100 anni fa, quando, proprio come oggi, gli scioperi si moltiplicavano e un altro mondo possibile si affacciava all’orizzonte.

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