Cittadinanza | Partecipazione democratica

Che differenza c’è fra la democrazia antica e la democrazia contemporanea? Come può un cittadino di oggi partecipare alla vita politica?

La democrazia greca, nata ad Atene con la riforma di Clistene (508 a.C.), prevedeva la partecipazione diretta dei cittadini al governo dello Stato, perciò viene detta democrazia diretta.

La democrazia contemporanea, che si è affermata a partire dalla rivoluzione americana del 1773-1783 e dalla rivoluzione francese del 1789 in poi, è una democrazia rappresentativa: i cittadini, infatti, non votano direttamente le leggi, come avveniva nell’assemblea greca (ecclesìa), ma eleggono i propri rappresentanti per farlo, a livello locale (consiglieri comunali e regionali) e nazionale (parlamentari).

Una forma di democrazia diretta consentita dalle democrazie occidentali è il referendum ma esiste anche un’altra forma di democrazia diretta, trascurata dai libri: è il bilancio partecipativo (o bilancio partecipato), uno strumento di democrazia diretta con il quale i cittadini amministrano una parte del bilancio della loro comunità.

Il bilancio è la differenza fra le entrate e le uscite. Se un Comune adotta il bilancio partecipativo, i cittadini sono chiamati a decidere in che modo utilizzare e a quali attività dedicare le risorse pubbliche, date dalla differenza fra le entrate e le uscite. L’esperienza più celebre di bilancio partecipativo è quella iniziata nel 1989 nel comune di Porto Alegre in Brasile, dove risiede oltre un milione di abitanti.

Dagli anni Novanta ai giorni nostri l’esperienza del bilancio partecipativo si è estesa a tutto il mondo, ma pochi sanno che fra i primi comuni ad adottarlo fu, nel 1994, il Comune di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Dalla fine del 2015 anche il Comune di Ancona ha avviato una sperimentazione, assai ridotta, del bilancio partecipativo.

Ciò significa che i cittadini italiani possono partecipare alla vita democratica solo quando vanno a votare nei referendum o se abitano a Grottammare? Nelle democrazie rappresentative i cittadini possono partecipare alla vita democratica freqeuentando le associazioni, soprattutto quelle politiche, chiamate partiti. Ogni ragazzo dovrebbe avvicinarsi al proprio partito preferito, fin dall’adolescenza.

Come vengono visti, però, i partiti dai quindicenni di oggi? Per i miei allievi i partiti sono «tanti, divisi e corrotti».

Perché sono così tanti, divisi e corrotti? Scopriamolo nella breve storia dei partiti italiani che ho ricostruito qui.

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